| Approvata
oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la
riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale
che partirà dal 2010 e che segna un passo
fondamentale verso la modernizzazione del sistema
scolastico italiano. L’impianto complessivo dei
licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.
Con questa riforma si vuole:
- fornire maggiore sistematicità e rigore e
coniugare tradizione e innovazione;
- razionalizzare i piani di studio,
privilegiando la qualità e l’approfondimento
delle materie di studio;
- caratterizzare accuratamente ciascun
percorso liceale;
- riconoscere ampio spazio all’autonomia delle
istituzioni scolastiche;
- consentire una più ampia personalizzazione,
grazie a quadri orari ridotti che danno allo
studente la possibilità di approfondire e
recuperare le mancanze.
Il Regolamento recante “revisione dell’assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei”
approvato oggi completa la riforma della scuola
secondaria superiore avviata dal ministro
Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti
tecnici e professionali e partirà dal 2010.
Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente,
coinvolgendo a partire dall’anno scolastico
2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà
a regime nel 2013.
Le novità della riforma:
Per cancellare la frammentazione e
consentire alle famiglie e agli studenti di compiere
scelte chiare i 396 indirizzi sperimentali,
i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime
sperimentazioni attivate saranno ricondotte in
6 licei.
Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il
liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico,
oltre all’istituto magistrale quadriennale e a
percorsi sperimentali linguistici, con la riforma
avremo:
- Liceo artistico,
articolato in tre indirizzi:
- arti figurative - a conclusione
del percorso di studio gli studenti dovranno
essere in grado di cogliere i valori
estetici nelle opere artistiche ed
individuare le problematiche estetiche,
storiche, economiche, sociali e giuridiche
connesse alla tutela e alla valorizzazione
dei beni artistici e culturali;
- architettura, design, ambiente
- a conclusione del percorso di studio gli
studenti dovranno essere in grado di
conoscere e utilizzare i codici della
comunicazione visiva e audiovisiva nella
ricerca e nella produzione artistica, in
relazione al contesto storico-sociale;
- audiovisivo, multimedia, scenografia
- a conclusione del percorso di studio gli
studenti dovranno essere in grado di
impiegare tecnologie tradizionali e
innovative nella ricerca, nella
progettazione e nello sviluppo delle proprie
potenzialità artistiche.
- Liceo classico. Con
la riforma sarà finalmente introdotto
l’insegnamento di una lingua straniera per
l’intero quinquennio e potenziate le scienze e
la matematica.
- Liceo scientifico.
Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole
potranno attivare l’opzione scientifico
tecnologica che consentirà
l’approfondimento della conoscenza di concetti,
principi e teorie scientifiche e di processi
tecnologici, anche attraverso esemplificazioni
operative.
- Liceo linguistico.
Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di
3 lingue straniere. Dalla terza
liceo un insegnamento non linguistico sarà
impartito in lingua straniera e dalla quarta
liceo un secondo insegnamento sarà impartito in
lingua straniera.
- Liceo musicale e coreutico.
E’ una delle novità della riforma. Il liceo
musicale sarà articolato nelle due sezioni
musicale e coreutica. Inizialmente saranno
istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e
potranno essere attivati in collaborazione con i
conservatori e le accademie di danza per le
materie di loro competenza.
Gli studenti, a conclusione del percorso di
studio, devono essere in grado di:
- cogliere i valori estetici delle opere
musicali;
- conoscere repertori significativi del
patrimonio musicale e coreutico nazionale e
internazionale, analizzandoli mediante
l’ascolto, la visione e la decodifica dei
testi;
- individuare le ragioni e i contesti
storici relativi ad opere, autori,
personaggi, artisti, movimenti, correnti
musicali e allestimenti coreutici;
- conoscere ed analizzare gli elementi
strutturali del linguaggio musicale e
coreutico sotto gli aspetti della
composizione, dell’interpretazione,
dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
- conoscere le relazioni tra musica,
motricità, emotività e scienze cognitive.
- Liceo delle scienze umane.
Altra novità della riforma è il liceo delle
scienze umane. Sostituisce il liceo
sociopsicopedagogico portando a regime le
sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il
piano di studi di questo indirizzo si basa
sull’approfondimento dei principali campi di
indagine delle scienze umane, della ricerca
pedagogica, psicologica e
socio-antropologico-storica.
- Le scuole potranno attivare l’opzione
sezione economico-sociale in cui
saranno approfonditi i nessi e le
interazioni fra le scienze giuridiche,
economiche, sociali e storiche.
Altre novità introdotte:
- valorizzazione della lingua latina.
Il latino è presente come insegnamento
obbligatorio nel liceo classico, scientifico,
linguistico e delle scienze umane; come opzione
negli altri licei;
- incremento orario della matematica,
della fisica e delle scienze
per irrobustire la componente scientifica nella
preparazione liceale degli studenti (gli
insegnamenti di fisica e scienze possono essere
attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel
biennio del liceo classico);
- potenziamento delle lingue straniere
con la presenza obbligatoria dell’insegnamento
di una lingua straniera nei cinque anni ed
eventualmente di una seconda lingua straniera
usando la quota di autonomia.
- presenza nel liceo scientifico di una
opzione in cui confluisce l’esperienza
del liceo tecnologico, che ha
rappresentato negli anni trascorsi un
significativo filone di innovazione;
- presenza delle discipline giuridiche
ed economiche sia nel liceo scientifico
(opzione tecnologica), sia nel liceo delle
scienze sociali (opzione economico-sociale), sia
negli altri licei attraverso la quota di
autonomia.
- insegnamento, nel quinto anno, di
una disciplina non linguistica in lingua
straniera, che ci allinea alle migliori
esperienze del resto d’Europa.
- Sarà valorizzata la qualità degli
apprendimenti piuttosto che la quantità delle
materie. I quadri orari saranno
adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto
i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa
come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro
orario sarà annuale e non più settimanale, in
modo da assegnare alle istituzioni scolastiche
una ulteriore possibilità di flessibilità.
Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali
nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel
5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli
ultimi tre anni), per preservare le
caratteristiche rafforzando la lingua straniera,
dell’artistico (massimo 35), musicale e
coreutico (32), perché questi ultimi prevedono
materie pratiche ed esercitazioni.
- Entrano a regime le sperimentazioni
che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i
percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali
e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e
linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza
delle scuole non statali, private o degli enti
locali.
Nuova organizzazione
La nuova organizzazione dei licei prevede:
- Maggiore autonomia scolastica:
- Possibilità per le istituzioni
scolastiche di usufruire di una quota di
flessibilità degli orari del 20% nel primo
biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel
secondo biennio. Attraverso questa quota,
ogni scuola può decidere di diversificare le
proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo
nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari
delle discipline, anche attivando ulteriori
insegnamenti previsti in un apposito elenco.
- Possibilità di attivare ulteriori
insegnamenti opzionali anche assumendo
esperti qualificati attraverso il proprio
bilancio.
- Un rapporto più forte scuola-mondo
del lavoro-università
Possibilità, a partire dal secondo biennio, di
svolgere parte del percorso attraverso
l’alternanza scuola-lavoro e stage o in
collegamento con il mondo dell’alta formazione
(università, istituti tecnici superiori,
conservatori, accademie).
- Nuove articolazioni del collegio dei
docenti:
- costituzione in ogni scuola di
dipartimenti disciplinari, che
riuniscono i docenti di uno stesso ambito
disciplinare, per sostenere la didattica, la
ricerca, la progettazione dei percorsi.
- costituzione di un comitato
scientifico composto paritariamente
da docenti ed esperti del mondo della
cultura e del lavoro.
Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non
ledono comunque la sovranità del collegio docenti. |